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Scritto da redattore   
«Scrivere per ragazzi – diceva Dino Buzzati – è come scrivere per gli altri, solo più difficile». Un assunto che – applicato al fumetto – rende davvero complicata la sfida di un settimanale per ragazzi che coniughi entrambi i modi di comunicare. Aver compiuto 85 anni, per Il Giornalino (è stato fondato il 1° ottobre 1924) è già un risultato, ma il settimanale paolino (il periodico per ragazzi più longevo d’Europa, il solo in Italia dedicato alla fascia di età 7-14 anni) intende festeggiare il traguardo lanciandosi in una nuova avventura.

giornalino.jpgCon il numero in edicola questa settimana, infatti, Il Giornalino (80mila copie di tiratura) adotta il nuovo slogan «la settimana formato ragazzi» ma soprattutto cambia veste grafica, propone nuove rubriche e ritorna ad affidarsi in primis agli autori italiani di fumetto. «Le storie sono la nostra storia – è la perfetta sintesi coniugata dal direttore Stefano Gorla per lanciare l’autunno carico di novità – e la scelta editoriale è valorizzare autori italiani di qualità, come è sempre stato nel dna del periodico». Sulle pagine di questo microcosmo di carta sono infatti passati in 85 anni autentiche colonne del fumetto come Sergio Toppi e Dino Battaglia, Gianni De Luca e Attilio Micheluzzi, Massimo Mattioli, Lino Landolfi e Jacovitti (solo per citarne qualcuno), e un esercito di personaggi senza tempo.

La galleria è davvero vasta e variegata, e va dal cow boy solitario Larry Yuma all’amatissima adolescente Nicoletta, dal precursore Commissario Spada (capace di parlare ai giovani di terrorismo, droga e attentati) all’affascinante Capitan Erik. E ancora l’avventura degli Aristocratici, e le risate garantite con Pon Pon e Fra Tino fino al coniglio reporter rosa Pinky, ideato nel 1973 e ancora oggi in testa alle classifiche di gradimento. Western e avventura, fantascienza e umorismo, tematiche adolescenziali e storiche, non c’è genere che Il Giornalino non abbia «tradotto» in comics (e ben prima di tanti sbandierati shojo manga), con l’obiettivo dichiarato di divertire e coinvolgere emotivamente. E pensare che agli inizi della carriera il settimanale non conteneva fumetti veri e propri ma illustrazioni e vignette umoristiche.

Fedele al motto coniato dal suo «papà» don Giacomo Alberione, «educare divertendo», sin dal dopoguerra ha abbracciato il fumetto come mezzo per leggere la realtà insieme al giornalismo per ragazzi, l’altro pilastro della rivista. Sotto la direzione di don Tommaso Mastrandrea, dal 1976 questo filone è stato approfondito fino alla nascita dell’inserto staccabile «Conoscere insieme», oggi diventato testata autonoma.

Se il fumetto occupa il 40% della rivista, il giornalismo per ragazzi «vuole essere vero, rispettoso della loro intelligenza, consapevole della loro età ed esperienza – prosegue don Gorla, religioso barnabita, dal maggio 2008 primo non paolino alla guida del periodico e dell’area ragazzi della San Paolo, giornalista ed esperto di comunicazioni –. È un luogo tristemente comune che i ragazzi non leggano o non leggano più. Alcuni dati, come quelli evidenziati dagli ultimi Stati generali sull’Editoria (dall’indicativo titolo "Scommettere sui giovani") vanno in altra direzione.

Se i ragazzi non leggono non è perché trovano più affascinante la Tv, internet o i videogiochi: è perché si propongono loro prodotti confusi e di scarsa identità». I ragazzi, insomma, vanno presi sul serio e con rispetto. Sia col fumetto – ad esempio Franci, una ragazzina alle prese con genitori, scuola e amicizie –, sia con l’informazione come ne «L’inviato speciale», una delle nuove rubriche, affiancata da «Obiettivo Natura» e – in ambito religioso – «G come Gesù». Va in pensione invece Zio Giò, il «padrone di casa» dell’editoriale; da questo numero il benvenuto ai lettori sarà firmato dal direttore: «Ci metto la faccia, i ragazzi lo meritano».
Paolo Guiducci (da Avvenire)
Ultimo aggiornamento ( lunedė 19 ottobre 2009 )
 

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